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Flora e l’attacca tutto

Quasi ogni sabato accompagno mia mamma al cimitero e nel tragitto di ritorno verso casa, quasi sempre lei mi chiede di fermarla davanti a una cartolibreria per acquistare l’attacca tutto.

Mia madre possiede centinaia di piccoli monili in casa, soprammobili di tutti i tipi, alcuni ormai vecchi di decenni che spesso si rompono; molte volte lei passa ore dei suoi pomeriggi a rincollarli. E non smette fino a quando non ci riesce.

Può sembrare una mania o una fissazione, ma quei soprammobili regalati da figli, parenti, nipoti, amici nel corso degli anni sono il risultato di una donna che ha speso la sua vita nel tenere unita sempre la sua famiglia e le relazioni che per lei contano.

L’attacca tutto principalmente rappresenta la sua capacità nel tenere insieme le relazioni per lei importanti.

Così quando la vedo tenere insieme per minuti e minuti quei pezzi che si sono rotti che si rincollano non solo grazie all’attacca tutto, ma anche grazie alla pazienza che occorre per rimettere insieme i pezzi, penso che in quell’azione, a volte così lunga, estenuante, fatta anche di speranza, c’è tutta la rappresentazione delle sue capacità di moglie, madre, nonna, amica, di tenere insieme le persone che contano o hanno contato nella sua vita.

L’attacca tutto e la pazienza che ci vuole perché niente vada perduto, sono ciò che mia madre ha cercato di fare nella sua vita.

Tutto questo ha un senso forte perché la famiglia è ciò che mia madre non ha avuto nella sua infanzia, essendo stata abbandonata da piccola all’istituto degli Innocenti di Firenze. E si è spesa perché niente delle relazioni che per lei contano si potesse perdere. 

Lo ha fatto e continua a farlo con intelligenza, ancora oggi a 91 anni finiti, rispettando sempre le scelte di chi le vive accanto, ma non rinunciando mai, per le scelte di altri, a far venir meno le cose che per lei sono importanti.

Così nel vederla attaccare nei suoi lunghi pomeriggi, il quadro che si rompe, la porcellana che si spacca, il soprammobile che perde i pezzi, mi tornano in mente i momenti in cui lei ha saputo rincollare o ha saputo far rincontrare persone a lei care che rischiavano di chiudere i loro rapporti, dando loro il tempo di riavvicinarsi, attraverso il suo atteggiamento di amore e comprensione, rispettandone sempre la libertà delle scelte.

In fondo ha sperato che il rispetto, l’amore e la pazienza dell’attesa che lei ha avuto in quel momento avessero la stessa forza che ha l’attacca tutto nel tenere insieme i pezzi di un soprammobile che si rompe e di ridare vigore, forza e una sua fisionomia a quell’oggetto. 

Quando in macchina nel ritorno verso casa così spesso lei mi dice “fermami qui, perché devo comprare l’attacca tutto”, sulle mie labbra appare il sorriso, di chi sa che lei non mollerà mai questo suo bellissimo modo di essere.

So che lei continuerà a tenere insieme i pezzi dei suoi oggetti così cari e al tempo stesso continuerà a tessere la tela delle relazioni che possono cambiare, ma che non devono perdersi, anche se questo potrà costare fatica e richiederà tutta la pazienza di questo mondo.

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