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I gesti che smuovono le coscienze:

Restituire la Legion d’Onore per inseguire l’utopia della dignità delle persone

Il gesto compiuto in questi giorni da Corrado Augias con la restituzione della Legion d’Onore alla Francia, dopo che Macron aveva assegnato lo stesso riconoscimento al Presidente dell’Egitto Al-Sisi, è uno di quei gesti che possono smuovere le coscienze dell’opinione pubblica e della politica. L’Ordine nazionale della Legion d’onore è un ordine cavalleresco istituito il 19 maggio 1802 da Napoleone Bonaparte, primo console della Prima repubblica francese. È l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica Francese.

Dopo di lui altri italiani hanno deciso di fare altrettanto come Sergio Cofferati e Giovanna Melandri, mentre Luciana Castellina ha rinunciato al titolo di ufficiale delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese. Le scelte di giornalisti, intellettuali e politici chiamano in causa anche l’atteggiamento che sta tenendo il governo italiano rispetto al governo egiziano. Quanto emerge ogni giorno di più sulla morte di Giulio Regeni è non solo uno schiaffo potente a tutti noi, ma interroga il mondo della politica che deve chiedersi fino a quanto, per interessi economici, siamo disponibili a cedere in materia di diritti e di dignità della persona. Sentire il Presidente di un paese come la Francia che sui valori di fratellanza, uguaglianza e giustizia ha fondato la propria convivenza civile e una parte importante della propria storia, affermare che “non condizionerà la vendita di armi all’Egitto alla difesa dei diritti umani perché non intende indebolire il governo di quel paese nella sua azione di contrasto al terrorismo” produce una grande amarezza in chi crede che, prima di tutto, in una democrazia occidentale, la difesa dei valori e della dignità della persona, abbia più importanza della realpolitik. Prima anche degli interessi economici.

La storia è proprio strana e capricciosa; a volte concentra in giorni e in ricorrenze particolari eventi ed avvenimenti. Il 10 dicembre è la Giornata in cui si ricorda la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, (avvenuta il 10 dicembre 194)8 ed è proprio in questa stessa data che Macron ha concesso la Legion d’Onore al presidente egiziano. Negli stessi giorni la procura di Roma ha emesso quattro avvisi di chiusura delle indagini per la morte di Giulio Regeni contro 4 funzionari dei servizi segreti egiziani, ritenuti responsabili di violenze e torture contro il ricercatore italiano, accusando uno di loro anche della sua successiva morte. Un atto che come conseguenza dovrebbe portare al rinvio a giudizio dei 4 funzionari. E’ sempre di questi giorni (precisamente del 7 dicembre), la decisione della Corte Antiterrorismo del Cairo di confermare il carcere preventivo per altri 45 giorni a Patrick George Zaki, il ricercatore egiziano e studente all’Università di Bologna, membro dell’ong Eipr, in prigione dal 7 febbraio scorso.

C’è chi potrebbe obiettare che questi non sono fatti che riguardano la Francia, ma stiamo parlando di un paese fondatore dell’Europa come l’Italia, che dovrebbe avere a cuore la difesa dei diritti umani e non invece assegnare la sua maggiore onorificenza al più alto rappresentante di un governo che questi diritti li infrange e li calpesta. E’ il messaggio che traspare proprio dai gesti di Augias, Cofferati, Melandri e Castellina. Ma questa stessa chiarezza non si percepisce in un governo come quello italiano, che appare silente e in difficoltà. Un governo che non riesce a dare risposte neanche a Claudio e Paola Regeni, genitori di Giulio, che di fronte a quanto sta emergendo dalle indagini della Procura di Roma, chiedono il ritiro da Il Cairo dell’ambasciatore del nostro paese. Nella sua lettera consegnata all’Ambasciatore Francese al momento della riconsegna della Legion d’Onore, Corrado Augias richiama una bellissima frase di Orazio “sunt certi denique fines, Quos ultra citraque nequit consistere rectum” (Vi è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto).

Dove è il limite insuperabile, il confine invalicabile dove non può esservi il giusto? E’ la domanda rivolta a Macron, ma è anche la domanda che dovremmo porre tutti noi alla nostra politica che non sa prendere una posizione netta e chiara nei confronti di un governo come quello egiziano che infrange i diritti universali dell’uomo imprigionando, torturando e anche uccidendo persone anche solo per aver manifestato dissenso contro il suo operato. Non tutto può avere un prezzo, non tutto si può economizzare, c’è un punto in cui l’etica e la morale devono prevalere sugli interessi economici.

Forse si tratta di un’utopia, come ha affermato lo stesso Corrado Augias nel motivare la sua scelta di restituire la Legion d’onore. Ma nella vita, se si crede nel valore superiore della dignità e della libertà di tutti gli uomini e le donne, non si deve smettere di sognare e di provare a costruire un mondo dove i diritti umani siano al centro della nostra convivenza civile. Così il gesto di Augias, Cofferati, Melandri, Castellina diventa un gesto d’amore verso l’umanità e un segno di speranza da coltivare.

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