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I manganelli non fermano i sogni dei nostri ragazzi

Difficile rimanere in silenzio quando i manganelli si alzano e colpiscono.

Ancor di più quando quel corpo contundente si abbatte con forza sul volto, sulla testa, sulle spalle di un ragazzo e di una ragazza.

L’esperienza all’interno di Libera Contro le Mafie di questi anni mi ha spesso messo in contatto con il mondo giovanile, non solo all’interno delle scuole, ma anche e soprattutto nei momenti formativi.

Momenti in cui la loro presenza è bella e forte sia per le idee, la passione e il desiderio costante di impegnarsi per la costruzione di una società più giusta ed equa.

Pace, solidarietà,  uguaglianza, dignità delle persone, difesa dei diritti sono i valori che ispirano la nostra azione.

Così per chi si impegna insieme a loro anche nei terrritori dove viviamo, è impossibile non indignarsi se dei giovani studenti vengono respinti a suon di manganelli dalla Polizia di Stato, colpiti e  malmenati senza alcuna motivazione valida.

Giovani che stavano manifestando chiedendo il cessate il fuoco di una guerra, come quella di Gaza, dove le principali e innocenti vittime sono bambini o ragazzi quasi della loro età.

Ma l’analisi è  ben più profonda e riguarda una visione dell’azione politica di chi si occupa della cosa pubblica, dove i giovani, le loro aspettative e i loro sogni, non trovano spazio.

Dal mondo del lavoro (basta pensare ai danni causati sul fronte dei diritti dal Jobs Act in poi), ai diritti civili, alla negazione dello Jus culturae (che riguarda 1 milione di giovani stranieri che vivono in Italia), al mondo della scuola, ai temi ambientali verso i quali le nuove generazioni sono così attente e sensibili, sui grandi temi che investono i nostri ragazzi, si assiste da anni al buio della politica.

E con questo governo di destra la situazione è ancora peggiorata per loro.

Dalle norme contro i rave, alle regole introdotte contro le occupazioni delle scuole, fino alla repressione delle loro forme di protesta, l’Italia è sempre meno un paese per giovani.

Così quelle manganellate e quei colpi inferti a quei ragazzi sembrano quasi la risposta che un paese per vecchi, senza futuro, richiuso su se stesso, dà a chi invece non vuole smettere di sognare.

I manganelli sono sempre l’anticamera di momenti bui e tristi, vengono alzati in aria quando si respira un clima politico che in qualche modo li giustifica e li assolve. I manganelli non sono mai un segno di democrazia.

Eppure nostri giovani sembrano avera ancora voglia di sognare.

Una recente indagine fatta dall’università LUMSA e INVALSI afferma che la stragrande maggioranza degli studenti italiani si considera europeo e vede l’Unione Europea come parte integrante della loro identità nazionale e individuale.

Un alto numero di studenti ha segnalato la presenza di discriminazioni nei confronti di immigrati e della comunità LGBT+, con una forte attenzione verso le questioni di giustizia sociale e inclusione, e il desiderio di un maggiore impegno per contrastare le forme di discriminazione.

Una grande percentuale degli intervistati ritiene che gli stati europei dovrebbero adottare normative unitarie per accogliere i rifugiati, dimostrando una volontà di solidarietà e condivisione delle responsabilità a livello continentale.

Inoltre, la stragrande maggioranza degli studenti si è espressa a favore di una cooperazione più stretta tra gli stati europei su questioni ambientali, lotta al terrorismo e riconoscimento dei titoli di studio ottenuti in altri Paesi europei.

Si evidenzia una visione dell’Europa come un’unione di valori condivisi e obiettivi comuni per un futuro sostenibile e inclusivo.

Molti studenti hanno espresso preoccupazioni riguardo alle disuguaglianze socioeconomiche, alla povertà e alla disoccupazione, con la necessità di un maggiore impegno per ridurre queste disparità all’interno dell’Unione Europea.

L’indagine fa emergere un forte senso di appartenenza e sostegno per un’Europa unita, che deve affrontare sfide come la discriminazione e le disuguaglianze socioeconomiche dove i giovani sono chiamati ad avere un ruolo attivo nel plasmare tale percorso.

Tutti temi che chi oggi ha un ruolo importante nella gestione della cosa pubblica non sa affrontare e risolvere, chiuso in un’idea di mondo che non ha futuro.

Ma tu “Sogna ragazzo sogna” come canta Roberto Vecchioni in una sua bellissima canzone e  non smettere di credere in ciò che per te conta.

È quello che anche tanti insegnanti stanno dicendo in queste ore ai loro ragazzi nelle classi e nelle lettere che scrivono dopo i respingimenti e le botte a cui hanno assistito.

È ciò che ci fa sperare la risposta della piazza di Pisa prima e le tante altre piazze d’italia che in queste ore stanno gridando con forza.

E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti
Che spostano i fiumi con il pensiero
E naviganti infiniti

Che sanno parlare con il cielo
Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro
Stringi i pugni, ragazzo
Non lasciargliela vinta neanche un momento
Copri l’amore, ragazzo
Ma non nasconderlo sotto il mantello
A volte passa qualcuno

A volte c’è qualcuno che deve vederlo

Sogna, ragazzo, sogna
Quando sale il vento
Nelle vie del cuore
Quando un uomo vive
Per le sue parole
O non vive più
Sogna, ragazzo, sogna
Non lasciarlo solo contro questo mondo”.

Non ti lasceremo solo in questo tuo sogno, ti accompagneremo e saremo con te…

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