Siate eretici: l'eretico ha poche certezze e tante domande, l'unico modo per essere sempre in cammino

In ricordo di Romano

Alcune settimane fa ci ha lasciato Romano Marini una delle persone più belle che ho avuto la fortuna non solo di conoscere, ma di frequentare anche in questi ultimi anni.
Pensando a lui mi viene di pensare a cosa è la libertà perché Romano era un uomo libero.
Non ha mai rinunciato alla sua libertà Romano, a ciò che per lui era importante ed ha vissuto con una grande dignità
Legatissimo alla sua famiglia, amante dei nostri boschi e colline, della nostra natura, Romano era innamorato del suo Valdarno e della sua San Giovanni
Romano era innamorato della vita, quella che nasce dalle relazioni.
Come tutti coloro che sanno costruire relazioni vere, Romano era geloso dei suoi spazi di libertà e di solitudine.
E soprattutto era un grande conoscitore della nostra terra, della sua storia.
Trascorrere una serata con lui voleva dire aprirsi a un tesoro di
conoscenza, di storie di uomini e donne che hanno attraversato questa
terra.
Era bello stare ad ascoltarlo, perché si usciva arrichiti, ancor più legati alla nostra comunità.
Romano era un uomo curioso desideroso di conoscere, approfondire, un pozzo di cultura.
Era bello incontrarsi e scambiarsi libri; lui sempre con volumi
particolari, magari trovati in qualche bancarella, che ti donava con il
gusto di condividere quello che di importante vi aveva scoperto.

Quello stesso gusto che lui aveva da giovane uomo quando agli inizi
degli anni ’70 guidava la scuola serale alla parrocchia di San Pio X
dove tanti operai hanno potuto così acquisire, grazie al suo
insegnamento, la licenza media.
Non è mai stato con i potenti di
turno Romano, la sua dignità non aveva prezzo, ma e’ stato sempre
vicino agli ultimi di turno.
Mi mancherai Romano, come mancano quei maestri di vita che lasciano una traccia indelebile nel nostro cuore.
Mi mancherà sentirti parlare dei nostri boschi, delle storie di tanti
di noi, mi mancheranno i tuoi abbracci quando ci salutavamo, le tue
battute pungenti e dirette che scavavano sempre in profondità.
E ti ringrazio della tua amicizia e della tua presenza nella mia vita.
Ti immagino ora lassù vicino a quel Dio che spero avrai incontrato e
che sono certo riempirai di domande curioso come sei, perché la
conoscenza e la voglia di sapere non si esaurisce in questi pochi anni
di vita terrena.
Allora buon cammino amico mio, io so che mi mancherai.