Siate eretici: l'eretico ha poche certezze e tante domande, l'unico modo per essere sempre in cammino

La cartoleria e libreria di Ofelia

Ci sono persone che accompagnano in silenzio la nostra vita, o meglio, come nel caso di Ofelia, segnano anche passaggi della nostra crescita.

La cartoleria “Bigazzi” in Corso Italia, lì a pochi passi da Palazzo D’Arnolfo, per chi come me è nato e cresciuto lungo la via Maestra, ha avuto e continua ad avere nel mio mondo immaginario, il volto e il sorriso di Ofelia.

In quella cartoleria tanti di noi hanno comprato i loro primi giochi, poi i primi quaderni alle elementari, fino ad ordinare i libri della scuola media e poi delle superiori.

Siamo cresciuti accanto a lei, passati da bambini e bambine a ragazzi/e e poi piccoli uomini e donne scrivendo con le biro che lì acquistavamo, disegnando su quei grandi album con i colori a cera e poi con i pennelli e le tempere.

E poi la lettura dei libri, dalle favole fino ai primi romanzi….

Era sempre Ofelia ad accoglierci, lei a guidarci e a consigliarci, lei che ci trasmetteva un senso di sicurezza e di fiducia….

Chissà quante volte ci ha visto correre, giocare e parlare lungo Corso Italia, magari affacciata lì sulla porta della sua cartolibreria, sorridendo per quei bambini che giorno dopo giorno diventavano un pò più grandi….

I negozi nelle nostre piccole città una volta erano anche questo, spazi di relazione, e anche l’acquisto di un semplice quaderno poteva diventare importante per conoscersi meglio…

E in particolare le cartolerie, che, essendo così legati alla scuola, svolgevano un ruolo anche nella nostra crescita sociale e culturale.

Ofelia era quel negozio, lì sulla via Maestra…

Lei ha vissuto in pieno la sua professione, con cura, dedizione, attenzione, passione… aveva costruito quel negozio come uno spazio dove si poteva entrare con fiducia, sicuri di essere accolti, aiutati, guidati….

Un luogo dove non si vendevano solo cose, ma si vivevano sentimenti…

Il profumo della carta, il tratto delle matite, la gomma che lo corregge, il temperino che affina, la combinazione dei colori, l’acquerello che crea l’arte, lo zaino che accompagna a scuola, la perfetta geometria della squadra, il diario che contiene compiti e pensieri, l’agenda con le date importanti, la penna che lascerà la sua traccia, l’evidenziatore che ricorda ciò che conta. Tutto questo e più racchiude la cartoleria. Un luogo in cui entrare e perdersi” scrive la professoressa Valentina Dessy

Così tanti di noi sono entrati in quella cartoleria e libreria che aveva il volto e il sorriso di Ofelia e dove era bello entrare e perdersi…

Le belle foto di Ofelia di quei tempi e di oggi sono “rubate” dai profili di Giancarlo e di Giampiero a cui va il mio più forte abbraccio…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: