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La donna, colei che sa partorire le relazioni…..

In questi giorni ho
terminato di leggere un bellissimo libro di Alessandro D’Avenia dal
titolo “Ogni storia è una storia d’amore”. 
Un libro che, prendendo
spunto dalla storia d’amore tra Orfeo ed Euridice narrata da
Ovidio, affronta come in un lungo viaggio tanti aspetti diversi
dell’amore attraverso 36 diverse storie.
Un libro che celebra la
donna, colei che è in grado di salvare l’amore, perché come dice
D’Avenia, “l’amore si può imparare da chi può dare la
vita”
D’Avenia afferma che
“in ebraico l’amore di Dio si dice con la parola grembo di
donna, perché come Dio crea le cose e le rigenera sempre, così il
grembo di una donna partorisce le relazioni….”
Vi invito a leggerlo, un
invito rivolto soprattutto a noi uomini, in questo tempo così
conflittuale e aggressivo, caratterizzato da un maschile che sembra
prevalere.
La lettura di queste
bellissime storie riguarda uomini famosi che sono accompagnati nei
momenti importanti della loro vita da donne che sanno, in modi
diversi, aiutarli ad esprimere il meglio di se stessi, siano essi
poeti, scrittori, scienziati….
Queste pagine mi hanno
spinto a pensare anche al ruolo della donna nella nostra società, un
ruolo che noi “maschi” cerchiamo in qualche modo di contenere per
paura di perdere il potere ed il controllo, senza rendersi conto che
forse, proprio da un maggiore coinvolgimento del “femminile”,
passa la nostra salvezza terrena e la costruzione di un futuro di
maggior pace e di minore aggressività.
E mi viene di chiedermi
se il fatto che ancora oggi molti uomini siano al comando, per
esempio in politica , non sia poi una delle ragioni principali che
alimentano le distanze tra popoli e nazioni.
Mi viene da pensare che
tutto ciò investa anche il nostro paese. 
Forse non è un caso che
anche il governo che si è recentemente formato, dove sono pochissime
le donne che rivestono il ruolo di ministro o hanno incarichi
importanti, si caratterizzi per una conflittualità continua, alla
ricerca ogni giorno di un nemico da combattere.
E il nemico, la lotta, la
conflittualità sono caratteristiche principalmente del “maschile”.
Invece ritengo che la
nostra società e la complessità che ne deriva, abbiano bisogno oggi
di persone che sappiano “partorire relazioni”, che vuol dire
mettersi in gioco, saper ascoltare l’altro, trovare una mediazione,
tutte componenti e caratteristiche molto più del femminile.
Solo così si puo’
rinnovare la vita, la società, aprire un nuovo futuro perchè, come
dice ancora Alessandro D’Avenia con parole bellissime, “la
donna sa che essere è tessere, far rinascere ciò che sembra
morire”.
Allora non dobbiamo aver
paura di dare spazio alla donna, anche nei posti di maggior potere
della nostra società, potrebbe essere questo l’inizio di un nuovo
cammino.