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La politica che ci fa sognare

Se la politica è anche sogno che diventa realtà, oggi, mentre molto si parla dell’avanzata delle destre in Europa, del rafforzamento di Fratelli d’Italia, della vittoria del PD e della sconfitta netta del Movimento Cinque Stelle, mi piace soffermarmi su tre belle storie di rinascita che ci propone la bellissima affermazione di AVS.

Un’affermazione che in queste tre storie trova anche la piena concretezza dello slogan scelto da AVS per queste elezioni europee: “il coraggio di osare”.

Premetto che non ho votato per AVS avendo dato il mio voto al PD, ma è molto bello vedere come il partito dei Verdi e della Sinistra Italiana, oltre ad ottenere un successo come movimento, sia riuscito anche a ridare luce e forza a chi invece era stato messo da parte o umiliato personalmente.

Sono tre storie che nel modo con cui si sono realizzate, ci parlano di democrazia, diritti, di dignità umana, di politica che uccide ma anche permette di risorgere.

Sono le storie e le elezioni di Ignazio Marino, Ilaria Salis e Mimmo Lucano.

Di Ignazio Marino si erano perse le tracce da anni, dopo che l’allora PD di Renzi lo aveva eliminato politicamente togliendogli la fiducia come Sindaco di Roma per futili motivi che poi sono tutti caduti.

Eppure era una persona che aveva attirato il favore di tanti romani, in una città e in una amministrazione dove i suoi successori hanno o stanno miseramente fallendo.

Sembrava tornato alla sua attività di medico, con una carriera politica spazzata via; poi è arrivata la candidatura da parte del partito di Bonelli e Fratoianni e Ignazio Marino ha ottenuto un grande successo personale che lo ha portato all’elezione al Parlamento Europeo.

In questo caso l’integrità dell’uomo, la sua dignità,  ma anche la stima rimasta immutata verso di lui sono alla base della sua elezione.

Tutto ciò avviene proprio nel momento in cui Matteo Renzi diventa insignificante politicamente, non solo in Europa ma nella sua stessa Firenze, dove la candidatura di Stefania Saccardi si è dimostrata un vero flop.

La vita, anche quella politica, a volte è galantuomo: oggi, 11 anni dopo, si assiste alla rinascita di una persona che sembrava dimenticata e alla irrilevanza di chi invece aveva portato proprio alla sua scomparsa.

Ilaria Salis fino a pochi mesi fa era una persona sconosciuta, venuta alla ribalta per il trattamento subito in Ungheria, dopo essere stata incriminata per presunti reati commessi contro alcuni componenti della destra di quel paese.

Di lei ha fatto notizia il modo in cui è stata trattata dalla giustizia ungherese, tanto da farla diventare una personificazione di cosa vuol dire dimenticarsi della dignità delle persone.

Gli italiani sono rimasti colpiti da quelle catene alle mani e ai piedi per un reato che da noi prevede una pena secondaria, mentre la raffigurazione che l’Ungheria ci mandava, con quelle immagini, era quella di una vera criminale.

A questo si unisce anche il nulla che il governo italiano ha fatto per fare in modo che tutto ciò non avvenisse. 

AVS ha qui costruito un vero e proprio “gioiello” politico, candidando Ilaria Salis fino ad arrivare alla sua elezione.

Ci manda un’immagine bellissima questa elezione, quella di una azione politica che può sciogliere le catene e non tanto perché lei possa essere innocente o colpevole, ma quanto perché non si deve mai arrivare a ledere la dignità di una persona.

Così questa giovane donna potrà ora portare avanti una battaglia politica sui diritti, perché in Europa, nessuno veda mai più calpestata in quel modo la propria dignità. 

La morte politica del Sindaco Mimmo Lucano era iniziata ben prima dell’arrivo a ministro degli interni di Matteo Salvini.

Era iniziata con l’allora ministro del PD Marco Minniti che aveva avviato un’azione contro questa persona che, nel comune di Riace, aveva inventato un vero e proprio processo di integrazione, che qualcuno già chiamava “modello Riace”.

I fatti poi sono noti, con il governo giallo/verde si era arrivati alla caduta del suo mandato, poi i rinvii a giudizio, le condanne e alla fine la quasi totale assoluzione dalle accuse e la pendenza di solo alcuni reati amministrativi.

Anche in questo caso la scelta di AVS di candidarlo per le europee è stata vincente perché Mimmo Lucano ha avuto una marea di preferenze (oltre 75.000) che lo hanno portato all’elezione al Parlamento.

Così non si può non parlare di un riscatto da parte di colui che aveva fatto, del riconoscimento dei diritti a ogni persona, il suo modo di fare politica e il suo modo di agire nella pubblica amministrazione.

Il suo modello di integrazione e la sua idea di una migrazione, vista come una risorsa e non come una debolezza, hanno alla fine prevalso nel cuore della gente del sud che ha deciso di dargli fiducia, offrendo a lui l’occasione di una rinascita.

Mimmo Lucano, però, oltre che a parlamentare europeo era anche candidato a Sindaco della sua Riace, in una lotta a tre che lo ha visto contendersi la carica con altri due sfidanti.

E anche in questo caso ha osato ed ha vinto.

Mimmo Lucano non ha mai nascosto che il suo desiderio più grande era quello di tornare a fare il Sindaco, là dove tutto è iniziato, là dove aveva dato vita al modello Riace, là dove era stato costretto a dimettersi.

Una doppia vittoria in questo fine settimana per Mimmo.

La sua è stata veramente una rinascita politica completa e il suo sogno si avvera dopo anni di umiliazione e sofferenza.

Tre storie, tre persone passate dal dolore della sconfitta personale, poi rinate a una vita nuova grazie a chi, come AVS, ha offerto la possibilità di un riscatto.

Ma la cosa più bella è vedere come questa opportunità sia stata capita e fatta propria da quelle migliaia di persone che hanno favorito questa rinascita.

Segno che quello che Ignazio Marino, Ilaria Salis e Mimmo Lucano hanno rappresentato in queste elezioni europee sia qualcosa di importante e forte, che ancora ci può spingere a sperare in una politica che ci porti a una democrazia più compiuta.

Piccole luci che mettono in crisi politiche fatte dalla destra e dalla sinistra negli ultimi decenni, dagli anni ’90 in poi, che hanno prodotto più delusioni che momenti di miglioramento della qualità della vita di noi cittadini.

Non è un caso se meno del 50% degli elettori in questo fine settimana è andato a votare.

Ma come dicevamo all’inizio, la politica deve anche farci sognare e sperare, e le storie belle di Ignazio, Ilaria e Mimmo sono lì a dimostrare che a volte il sogno si trasforma in realtà. 

E anche noi non dobbiamo smettere di sognare e lottare e dare il nostro consenso a chi ci aiuta a sperare in un’Italia più democratica e aperta per tutti.

Nei giorni in cui ricordiamo i 40 anni dalla morte di Enrico Berlinguer, uno dei grandi uomini politici che ha saputo fare sognare tante persone grazie al suo modo di vivere e sentire la politica, le storie di Ignazio, Ilaria e Mimmo, che hanno saputo osare, sono un’iniezione di fiducia e di speranza…

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