È veramente penoso vedere come alcuni leader del centro destra si stanno comportando nella vicenda del gioielliere Roggero, minando nel profondo alcune delle principali istituzioni del nostro paese.
In particolare la Magistratura e il Presidente della Repubblica.

Sentire dire dalla nostra premier che lei ha attivato il Ministro Nordio per la richiesta di grazia, senza neanche sapere come la grazia può essere concessa ci fa capire il suo livello di superficialità.
Opera come un capo popolo, non come un presidente del Consiglio, fomentando la pancia dei cittadini, anziché spiegare che oggi non ci sono le condizioni neanche per presentare la domanda.

Poi c’è chi lo vuole candidare alle elezioni, come Salvini, senza considerare che non è candidabile perché sospeso dai pubblici uffici. E in due giorni è già andato due volte a trovarlo come se fosse un martire.
O chi lo esalta come Vannacci, con le magline che si richiamano a lui da sfoggiare nelle sue manifestazioni. Un esaltato che arriva a dire che chi viola la proprietà privata deve sapere che può perdere legittimamente la vita.
Mandando un messaggio inquietante per cui il diritto a possedere qualcosa conta piu della stessa vita.
E poi ci sono quelli che lo hanno accompagnato verso il carcere come se fosse una vittima sacrificale per le ingiustizie delle nostre leggi penali, senza pensare che questa maggioranza ha i numeri per cambiare gli articoli del codice che vuole, come ha dimostrato con tutti i suoi decreti sicurezza, che hanno raggiunto il loro vero obiettivo che è quello di aumentare la percezione di insicurezza in tutti noi, la loro vera arma per stare al governo.

Così la colpa ricade nei giudici che dovrebbero non applicare le norme del codice, ma “mettersi una mano sulla coscienza” e vergognarsi per le condanne comminate.
Poi c’è il signor Roggero che senza paventare un minimo di pentimento si rivolge ai cittadini invitandoli a portare avanti la sua battaglia giustizialista, per una maggiore estensione del diritto alla legittima difesa.
Quale battaglia? Quale diritto?
Le immagini di quell’inseguimento dei rapinatori, a piedi, dei colpi di pistola, delle botte a uno dei tre ladri mentre era in terra, non possono essere considerati legittima difesa, ma sono stati la prova della sua colpevolezza.

La pena è stata troppo dura? Non lo so, non sono un esperto di diritto penale per saperlo, ma certo non si può parlare di innocenza e non si può parlare di legittima difesa, quando si insegueno tre persone e se ne uccidono due, anche se si è stati vittime di una rapina.
Dunque la politica, anzi la politica del nostro governo e della maggioranza che guida questo paese, delegittima la legalità, diventando fomentatrice dell’illegalità.
Si mette da sola fuori dalla nostra Costituzione.
Un governo che ha fatto della legalità e sicurezza il perno della sua azione politica, si mette al fianco di chi cerca di farsi giustizia da solo.

Nell’epoca dell’armiamoci tutti, costi quel che costi, in cui si arriva a regale ai leader della Nato una pistola, come ha fatto Erdogan qualche settimana fa, trasformando addirittura l’incontro di Ankara in una fiera delle maggiori industrie occidentali delle armi da sfoggiare, non poteva mancare una politica che punti a valorizzare la giustizia fai da te.
L’ America, nelle sue peggiori espressioni, è sempre più vicina.

Ma dispiace anche vedere un centro-sinistra ancora una volta così tiepido nella sua opposizione, senza una presa di posizione decisa.
Io sono impaurito da questo modo di gestire la politica, di trattare le istituzioni di un paese, di svalorizzare la vita di un essere umano, di giocare sulla paura delle persone, invitandole ad agire anche direttmente in certi casi.
Immagino che tanti cittadini la pensino come Meloni, Vannacci e Salvini, io resto in quella minoranza che pensa che la vita di una persona (anche di un rapinatore o un delinquente) valga più di qualunque cosa, come ci dice la nostra Costituzione.
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