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Le storie che ci insegnano a vivere. Claudio Leonetti, la bellezza che oltrepassa le macerie

In un istante il terremoto gli ha tolto tutto. Ma Claudio Leonetti, da Amatrice, ha saputo andare oltre il dolore immenso per la perdita di tutta la sua famiglia, della sua amata Anna. La sua gioia di vivere ha commosso ed emozionato Romena. 

Il racconto della sua storia che ho scritto per il giornalino di Romena


Il mio futuro lo
scrivo ogni giorno, anche se non so cosa accadra’. Quello che verra’
verra’, ma comunque non sara’ la fine”. 

 
Queste parole possono
delineare quasi una frase fatta, possono essere quasi scontate nella
bocca di tanti di noi, ma se invece escono da quella di un ragazzo di
poco più di venti anni, che in pochi secondi, di una notte
maledetta, ha perso padre, madre, sorella, e fidanzata, sono invece
una botta nello stomaco e ti lasciano di stucco e senza fiato.

Inizia così l’incontro a
Romena con Claudio Leonetti che due anni fa ad Amatrice, nella notte
terribile del terremoto, ha perduto tutti gli affetti più cari; è
un inizio che sconcerta, non solo per le parole, ma anche per la
serenità che traspare dagli occhi e dal volto di questo ragazzo.

Non è arrabbiato con il
mondo, con Dio, con il destino Claudio, che pure viveva una vita
semplice e bella, ricca di affetti con la propria famiglia e con il
suo amore Anna ( “una ragazza con la dolcezza di un angelo e
l’eleganza di una farfalla
” così lui la descrive).

Claudio ha dentro di sé
tutto il bello e il buono che gli affetti e l’amore gli hanno
permesso di vivere prima di quella maledetta notte di agosto del
2016, un qualcosa di talmente caro, forte e importante che sembra
dare un senso al nuovo che comunque è arrivato ed arriverà. 
Nulla accade per
caso e non c’e’ risposta a quanto è accaduto
– spiega Claudio
-, forse non c’e’ neanche dovuta”.

Il
non cercare risposte su quanto accaduto è forse stata la molla che
ha permesso a Claudio, non di superare il dolore, che resta sempre
lì, ma di incalanarlo e farlo diventare una energia a cui attingere. 

 
All’inizio
sembrava che senza i miei cari non c’è l’avrei potuta fare

continua Claudio – .
Pensavo
che soprattutto non avrei potuto fare a meno di Anna. Invece sono
qua. Questo è accaduto perchè credo che la vera energia è in noi.
È stato essenziale per me fare mia l’energia che deriva dal
“compagno” dolore. Spesso diciamo che si deve rassegnarsi alla
perdita, ma questo non vuol dire sconfiggere il dolore. Il dolore,
che comunque resta, deve essere sfruttato, si deve avere la forza di
farlo diventare un’energia. Quando penso alla mia famiglia, ad Anna,
non sono capace di dire dove loro ora sono. Ma so che loro sono
eterni. Io penso che loro siano me. Adesso loro sono quello che sono
io e non c’è modo più grande per renderli eterni
”.

Sono
queste consapevolezze, che non sfociano mai in Claudio in un’adesione
di fede, che gli hanno permesso di ripartire: 

 
Il
punto zero da cui ho ricominciato a vivere è l’amore per la vita

– prosegue Claudio –
Credo
che questo sia sempre vero, per ogni dolore che viviamo. Anche prima
di quella notte ero già una persona che guardava avanti, ma
certamente non così tanto come oggi, perchè quanto accaduto mi ha
dimostrato in pieno quanto siamo davvero fragili e vulnerabili e come
tutto può cambiare in un attimo. Tutto ciò mi ha insegnato che
quello che dobbiamo in tutti i modi evitare è il male. La sera
stessa in cui ho perso i miei genitori, avevo detto loro che li amavo
e gli volevo bene, con Anna vivevamo un rapporto splendido. Li ho
persi tutti, ma avevo manifestato loro il mio amore e loro il proprio
a me. Pensate che dolore ancora più lancinante se si fosse stati in
conflitto o con le cose in sospeso”
.

Nasce
da queste consapevolezze l’invito di Claudio e non fermarsi a
guardare solo il lato oscuro di ciò che ci accade, ma di avere la
capacità di guardare la luce che sempre c’e’ in tutti gli eventi
della nostra vita, positivi e negativi.

Tutte
queste cose Claudio Leonetti le ha volute scrivere in un libro uscito
di recente dal titolo “Tutto il bello che c’è”, un’opera dove
l’autore intervalla le sue riflessioni con il racconto di quelle
drammatiche ore da quando la terra ha iniziato a tremare: 

 
In
un attimo è finito tutto. Il tempo di aprire gli occhi e tutto era
già successo. Dell’intero palazzo di quattro piani è rimasta solo
la mia stanza. Ho provato ad aprire la porta sella mia va,era e al
posto delle loro camere c’era il tetto. Ho realizzato subito che
non c’era più speranza per loro.Ho lasciato lì la mia famiglia
sotto il cemento e sono corso da Anna nella speranza di trovare
almeno lei viva. È stata un’azione istintiva. Purtroppo neppure
Anna è riemersa dalle macerie. La sua casa era ridotta come la mia.
Chiamavo Anna e la sua famiglia. Ho aspettato che arrivassero i
soccorsi. Hanno estratto viva solamente la mamma di Anna.
Si
è salvato Sky, il cane meticcio che avevo regalato ad Anna. Quando
l’ho visto ho pensato: qualcosa si è salvato. Oggi Sky sta con
Lucia, la mamma di Anna e sta bene
”.

Il
libro è scritto in modo semplice, essenziale e diretto, ed è
proprio così che Claudio si è presentato a Romena accompagnato
dalla mamma di Anna e da una giovane ragazza amica di Anna che ha
perso anche lei affetti cari quella sera ad Amatrice.
Scrivere
un libro era uno dei miei sogni. Avevo bisogno di mettere nero su
bianco tutto quello che era accaduto

– conclude Claudio –
Scrivere
queste pagine mi ha ancor più rinsaldato sulla mia idea della
necessità di ricominciare, partendo proprio da quello di bello che
le persone più care mi hanno dato e lasciato e anche dalle tante
cose che in questo tempo mi hanno aiutato, come per esempio l’amore
per la musica. E’ anche un modo di condividere un’esperienza, che
non accade quasi mai, affinché si possa
cambiare anche
la nostra idea della vita
.

Pensa al futuro Claudio,
un futuro dove vede tante cose, dove coltiva tanti interessi, lo
studio, la musica, l’amore per la fotografia. Un futuro da scrivere
ogni giorno, con la consapevolezza che in cammino con lui ci sono
l’amore per una splendida famiglia e per Anna, la sua metà dolce
come un angelo ed elegante come una farfalla, che sono con lui e
vivono attraverso di lui.