Siate eretici: l'eretico ha poche certezze e tante domande, l'unico modo per essere sempre in cammino

L’eretico che vive dentro chi sta in Libera

La differenza in Italia la fa l’indifferenza”

Queste parole pronunciate il 21 marzo a Milano da Luigi Ciotti durante la celebrazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, sono un vero e proprio grido di allarme.

Spingono tutti coloro che si sentono cittadini, portatori di diritti e doveri e di un senso di responsabilità civile e sociale verso la propria comunità a chiedersi da che parte si sta.

Sì perché anche il non porsi questa domanda e limitarsi a “farsi i fatti propri” è una scelta di parte chiara che ha come conseguenza quella di favorire un terreno fertile per le mafie.

Combattere contro l’indifferenza è il senso sociale e politico dell’aver partecipato al corteo e alla manifestazione di Milano insieme a una moltitudine di ragazzi e studenti, la vera speranza del nostro futuro.

Questi giovani per poter diventare domani le colonne portanti della nostra società hanno oggi bisogno di trovare adulti veri, credibili.

Qui sta la nostra responsabilità di adulti, chiamati ad agire di  conseguenza alle parole che dicono, ai valori a cui affermano di credere.

In fondo le mafie altro non sono che la cartina tornasole della mancanza di etica all’interno di una comunità.

Se latita un’etica personale e sociale, le mafie prosperano, principalmente oggi nella nostra economia.

Non è un caso che i principali reati spia che preparano un terreno fertile per le organizzazioni criminali oggi sono i reati tributari (frodi fiscali, evasione, fatturazione false, riciclaggio, costruzionimdi finte società, interdittive antimafia…).

È quanto traspare anche nei nostri territori, nella nostra regione,  dai vari dossier scritti dal nostro Fulvio Turtulici nel corso di questi anni, dalle relazioni sulla corruzione fatte dall’Università di Pisa, dalle indagini di forze dell’ordine e magistrati.

Non ci dobbiamo meravigliare se poi anche il Valdarno e la Toscana subiscono indagini come quella in corso denominata keu, dove purtroppo si intrecciano sfera politica, imprenditoriale, persone legate a boss della ‘ndrangheta, interessi personali che mettono a repentaglio la salute e la qualità della vita di interi territori e ammalano la nostra economia.

Quando il valore del denaro ha più valore della vita delle persone l’umanità ha già perso”.

È l’altra frase di Luigi Ciotti da fare nostra per combattere una deriva che rischia di uccidere la nostra società.

Ma lo slogan che come Libera abbiamo dato a questo 21 marzo ci dice altro.

Ci dice che “È possibile” sconfiggere le mafie, sconfiggere la latitanza dell’etica, sconfiggere l’indifferenza, assumendosi la responsabilità di agire nelle terra che amiamo.

Noi lo facciamo nostro, rinnovando  l’impegno come persone, come coordinamento, come presidio, per operare nel nostro territorio per costruire una società più giusta e attenta ai bisogni veri delle persone.

Su una maglietta oggi era scritto: “eretico è chi si mette in gioco, chi crede che solo nel noi l’io possa trovare futuro”

Questo per noi vuol dire fare politica, vuol dire rinunciare alla neutralità e scegliere da che parte stare, convinti che solo uscendo dall’io del nostro egoismo si possa arrivare al noi della condivisione.

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