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L’infinito che vive dentro di noi

Il film “Noi siamo infinito” racconta la storia di Charlie, un adolescente al primo anno delle superiori,  che sta ancora elaborando il suicidio del suo più caro amico e al quale scrive ancora lettere, e al suo incontro con Sam una ragazza che è stata violentata e suo fratello Patrick omosessuale.

Insieme scopriranno ciascuno le belle persone che sono.

Nel film c’è un bellissimo dialogo tra uno dei giovani protagonisti di nome Charlie e il suo insegnante di letteratura, il Prof. Anderson. Uno di quei professori che tutti noi vorremmo aver incontrato nel nostro percorso scolastico.

Riporto per intero le frasi di questa scena del film, perchè si tratta di uno di quei dialoghi che possono avere la capacità di segnare una traccia nella vita di chi sa ascoltare e fare proprie le parole di quell’incontro. Si perchè queste parole potrebbero essere rivolte anche a noi…

Charlie: “Signor Anderson, posso chiederle una cosa?
Mr. Anderson: “Certo!”
Charlie: “Perché… Perché le persone migliori scelgono le persone peggiori da frequentare?”
Mr. Anderson: “Stiamo parlando di qualcuno in particolare?
Mr.Anderson: “Accettiamo l’amore che crediamo di meritare!”
Charlie: “Possiamo far sapere loro che meritano di meglio?
Mr. Anderson: “Possiamo provarci!

La svolta di questo film, nella storia dei suoi tre giovani protagonisti, sta in questo dialogo tra Charlie e il professore, che entrano nel cuore del giovane protagonista, ma che potrebbero fare breccia anche in tutti coloro che sono attenti spettatori e si lasciano anche personalmente interrogare.

Il film con la corsa sfrenata dei tre giovani in auto dentro a un tunnel con la musica di “heroes” di David Bowie in sottofondo, è la storia della presa di coscienza della loro bellezza e capacità di amare e di inseguire la felicità, nella reciproca accettazione della propria unicità e diversità.

Ed è un richiamo a tutti ad interrogarsi se abbiamo dentro di noi la consapevolezza di chi siamo realmente, se siamo in grado di sprigionare all’esterno davvero la bellezza che abita nella nostra interiorità.

Oppure viceversa se ci mascheriamo, evitiamo di farla vedere, per paura di non essere accettati, perché altri sono i metri di giudizio che determinano la nostra società e il nostro vivere insieme agli altri.

Con il rischio di diventare così miopi che magari ci troviamo a vivere storie e rapporti dove ciò che viene limitato è proprio la nostra capacità di amare.

E ci accontentiamo…

“Noi siamo infinito” ci parla di come le persone possano fiorire e dare il meglio di se stesse quando vengono accettate per quello che sono, e viceversa di come possa essere dolorosa la vita per chi viene giudicato secondo gli stereopiti della nostra società. 

Ma anche di quanto noi nascondiamo la nostra originalità e unicità per paura del giudizio degli altri.

È un invito ad avere la forza di dare spazio a ciò che si muove dentro ciascuno di noi, a quel sentire che nasce dal cuore e che ha la capacità di dare spazio alla nostra immaginazione.

Una immaginazione che diventa poi anche la realtà che costruiamo.

Quel sentire che nasce dalle emozioni che avvertiamo che ci danno la capacità di allargare i nostri orizzonti, rendendoci capaci di accogliere ciò che si muove intorno a noi.

Sono quelli i momenti che ci aprono al mondo, agli altri, a vedere le cose con occhi diversi, al sentimento che sa andare oltre la ragione e apre la nostra strada lungo il cammino dell’amore.

A volte può passare dalla lettura di una poesia, di una pagina d’un libro, dall’ascolto della musica o dall’incontro con un amico, dalla visione di un film.

Le emozioni che si sprigionano aprono porte e panorami inesplorati.

E si scopre o si riscopre quanto grande sia la nostra vita, se riusciamo ad esprimere sentimento e realtà, se diventa l’unione tra ciò che sentiamo dentro e ciò che viviamo fuori…

Lì si apre il nostro infinito, quel mondo che muovendosi da dentro, diventa anche all’esterno la nostra parte più vera.

Il tesoro più prezioso che abbiamo, ma che troppo spesso lasciamo sotterratto persino a noi stessi.

Gli eroi della canzone di David Bowie sono proprio coloro che sanno unire cielo e terra, che con le braccia tese dentro a quel tunnel, chiudendo gli occhi si aprono senza paura di nascondersi, al mondo che li aspetta fuori…

In quella scena sono rappresentati tutti coloro che vogliono provare a vivere senza paura la propria unicità.

Sta lì la ricchezza più grande, lì i talenti che possediamo e che la vita ci chiede di mettere in gioco….

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