C’è una nave dell’ong Emergency che, dopo aver soccorso e salvato oltre 50 migranti su un barcone alla deriva nel mare di Lampedusa, sta girando per i nostri mari verso un “porto sicuro” che il nostro ministro degli interni ha individuato in Bari, distante ancora qualche giorno di navigazione.
Su quella nave tra i 50 migranti salvati ci sono più di 20 minori che hanno viaggiato per ore su una barca con 7 persone morte nella stiva.

Qualunque persona normale, adulta, che ha a cuore la vita e la salute psichica di un minore, sa che un ragazzo che ha vissuto un’esperienza simile (senza pensare all’esodo che queste persone hanno fatto per arrivare a prendere un barcone nei mari africani) andrebbe ricondotto quanto prima possibile in una situazione di maggiore tranquillità, in un luogo e uno spazio che lo aiutino a staccare dal contesto vissuto, dove si possa sentire un minimo accolto e tutelato.
Invece il nostro governo, in barba ai più semplici comportamenti di attenzione verso un minore, ha deciso che anche quei ragazzi, per lo più adolescenti, rimanessero sulla nave dell’ong ancora per qualche giorno di viaggio, anziché trovare subito un luogo per loro più accogliente.

Sono tutore di minori stranieri non accompagnati e so quanto l’esperienza di un viaggio simile resti dentro la mente, il cuore e l’anima di questi ragazzi, che vivono dentro di sé il senso di colpa per aver abbandonato la famiglia, e quanto sentano il bisogno di trovare qualcuno che li accolga con il sorriso e la disponibilità a farli sentire soli.
So quanto li aiuti invece il sentirsi in qualche modo tutelati e aiutati nel loro arrivo in una terra che non conoscono.
Riguardo ai minori ci sono norme che garantiscono i loro diritto ad essere accolti con umanità.

Ma di tutto questo il nostro governo e la nostra Presidente del Consiglio, che ama definirsi madre e cristiana, se ne infischiano, allungando come in questo caso, senza alcun bisogno o necessità, un viaggio inutile, quando sarebbe stato molto meglio interrompere subito quella che per questi minori è stata un’esperienza dolorosa e traumatica.
Mi meraviglia che chi è madre di una ragazzina quasi adolescente possa avere un atteggiamento simile verso ragazzi di un’età poco più grande di sua figlia, conoscendone anche la fragilità emotiva e psichica di questi giovani.
Ma d’altronde questo è il governo che ritiene punibili e perseguibili penalmente anche ragazzini che hanno un’età minore di 14 anni.

Non mi soffermo sulla fede, perché il Dio dei cristiani non permette questo tipo di comportamenti né verso i propri figli, né verso i figli degli altri.
Prolungare quella che è comunque un’agonia psicologica in un minore è inconcepibile anche per chi non crede, tanto meno in chi dice di credere nel Dio della misericordia.

Resta la mia personale indignazione in chi non riesce a vivere gesti di semplice umanità ed è chiamato a gestire il potere, inviando messaggi di disprezzo verso la vita degli altri e in questo caso dei minori, seminando semi di intolleranza e indifferenza di cui tutti pagheremo il conto in termini disumanità verso chi è ritenuto diverso da noi.
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