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L’uomo e il femminile che lo abita… Da qui parte una vera rivoluzione

In uno dei momenti di maggiore difficoltà della mia vita ricordo sempre con molto affetto quello che mi disse la psicologa a cui mi ero rivolto per aiutarmi:
Piero è come se lei avesse perso il contatto con la parte femminile che è in lei, lasciando emergere in tutto e per tutto solo la sua parte maschile. Ciò l’ha portato a smettere di ascoltarsi, a restare solo alla superficie delle cose, dando per scontato affetti, relazioni che ha smesso di curare. È diventato distratto mentre la sua vita scorre…”.

Turbato da quelle parole che mi toccavano nel profondo, iniziai a guardare al mondo femminile che mi circondava, cercando di vedere cosa questo potesse insegnarmi e cosa potesse risvegliare in me.

Insieme ad una maggiore attenzione al mio mondo interiore e alle persone che sono parte della mia vita questo percorso mi ha portato alla passione di un impegno sociale.

Anche la mia adesione a Libera è stato il frutto del risveglio della  mia parte femminile.

Il mio stesso scrivere oggi risente di questo cammino…

Un cammino che a volte si interrompe, a volte si smarrisce, ma del quale ho comunque  consapevolezza.

In questi giorni in cui si ricorda l’8 marzo, si celebrano le donne, le loro lotte, le loro sofferenze causate da un  mondo patriarcale e a misura di maschio, io credo che si debba porre l’attenzione anche su noi uomini che dobbiamo essere aiutati  a riscoprire il femminile che è in noi.

Solo così,  insieme alle giuste battaglie delle donne, si potrà nel tempo arrivare a una parità di genere attraverso il riconoscimento della ricchezza della diversità.

La cura e l’ascolto, l’apertura alla diversità, una profondità interiore maggiore insieme a una maggiore propensione ad assumere lo sguardo dell’altro, sono alcune delle qualità al femminile che ogni persona può sviluppare dentro di sé e che possono portare a uomini e donne più liberi.

Penso a uomini come Gandhi, Mandela, che nonostante quello che hanno subito, hanno cercato una pacificazione dei loro popoli, attraverso uno sguardo che andava ben oltre loro stessi.

Non c’era in loro un riscatto personale, ma la visione di un popolo che poteva elevarsi attraverso la riconciliazione.

In questa loro visione Gandhi e Mandela hanno fatto emergere, nel loro modo di vedere l’impegno sociale e politico, la loro parte al femminile.

Le donne ci aiutano ad avere una visione meno personale e più comunitaria della vita, anche nella gestione del potere.

Una visione più del noi che dell’io.

Sarà questa la rivoluzione dei prossimi decenni, forse la salvezza dell’umanità: uomini e donne che fanno della cura e dell’ascolto i tratti salienti del loro agire sociale e politico.

A noi uomini spetta il compito di metterci in discussione e lasciare aperta la porta della nostra interiorità, alle donne di saperci accompagnare in questo non facile cammino che non può non essere anche di emancipazione del maschile.

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