Riavvolgendo il filo del mio cammino, mi rendo sempre più conto che maggio è per me il mese dei cambiamenti, delle svolte della vita.
Sì certo è anche il mese in cui sono nato, ma sono tanti gli eventi che nel corso degli anni hanno avuto un significato profondo e aperto ad un futuro diverso.
Come dire che a volte è la vita che mentre pensi o programmi il tuo futuro, decide per te…
Allora mi viene in mente il 26 del mese, che nel 2010 ha portato alla scomparsa improvvisa di Oliviero mio padre e 13 anni dopo alla nascita di Gregorio mio nipote. Morte e vita che si concentrano nello stesso giorno.
Inevitabilmente la data del 26 maggio mi porta a vivere sensazioni e sentimenti forti, tra loro contrastanti, così come spesso è la vita dove si alternano gioia e dolore.
E’ un giorno di ringraziamento e di dolce nostalgia verso Oliviero che è stato un padre vero (anche ingombrante a volte per la sua esuberanza), che mi ha sempre fatto sentire il suo amore e affetto.
E’ un giorno di gioia nel vedere Gregorio crescere, andare incontro alla sua vita e con lui poter anche camminare insieme mano nella mano.
L’anello di congiunzione tra Oliviero e Gregorio è Stefano mio figlio, che mi porta a pensare al senso di continuità tra il passato dei ricordi e il presente che è il tempo che si vive insieme a un bambino.
E pensando a Stefano penso che lui è stato concepito con amore da me e Nadia in un giorno di maggio del 1985 ed è nato 9 mesi dopo nel febbraio del 1986.
Dunque in qualche modo maggio unisce Oliviero, me, Stefano e Gregorio i quattro maschi della famiglia Ermini…
Che buffa la vita…
C’è poi un viaggio che segnerà il mio futuro, e mi aprirà a un cambiamento che arriverà dopo qualche anno, ma che mi fa riaprire gli occhi su chi sono, in cosa credo, cosa inseguo.
E’ il mio primo viaggio in Terra Santa che coincide con l’anniversario della nascita dello stato di Israele, il 14 maggio del 2008, anno in cui si celebrano i 60 anni della nazione.
Per la prima volta mi trovo a Gerusalemme, a Betlemme, scopro Nazareth, la Galilea, il lago di Tiberiade, il monte Tabor fino ad arrivare al deserto del Neghev e alla città arabo-israeliana di Rahat.
5 giorni che mi entrano nel cuore, come la visita alle piccole celle dietro il Santo Sepolcro che accolgono ogni fede religiosa cristiana, fino ad arrivare alla pozza d’acqua detta delle “lacrime di Dio”, un lento cadere di gocce in una caverna collocata dietro il Golgota, lì dove Gesù fu crocifisso.
Seguiranno poi altri viaggi in Terra Santa, nel 2009 e nel 2010, ma quel primo viaggio riapre le mie porte a una spiritualità che avevo perso.
Credo che quel viaggio sia stato come un aprire una porta di una stanza che avevo lasciato nascosta dentro di me, una stanza che sai di avere in casa ma nella quale non vai mai, ma il giorno che riesci ad entrare scopri che è quella più importante.
Sempre maggio mi farà vivere altri momenti che oggi capisco che hanno segnato profondamente la mia vita. Momenti che ti fanno scoprire di essere arrivato di fronte a un bivio.
Un bivio tra la strada percorsa fino ad allora, ma che non sembra più percorribile, e una strada nuova che non sai dove andrà, che non vorresti prendere e ti fa paura, perché non sai quello che troverai ed accadrà.
L’uomo di oggi ora posso dire che è nato anche lì, anche se io ancora non lo sapevo.
E’ sempre di maggio che decido di lasciare senza ripensamenti il mondo del calcio che mi aveva accompagnato per oltre 40 anni, da ragazzino fino a giocare per 20 anni, allenare il settore giovanile per quasi 15, fare il responsabile del settore giovanile per altri 5 anni.
Sempre a maggio scopro l’associazione Libera, e la ripresa di un percorso di impegno sociale e civile che si lega profondamente ai miei viaggi in Terra Santa. Libera diventa il mio modo di agire nella società, un agire politico che parte da un cambiamento interiore.
Ho sempre letto abbastanza nella mia vita, ma il primo passaggio dopo quelle notti e giornate di maggio di nuove scelte, è caratterizzato anche da una ripresa forte della lettura, che diventerà una compagnia di ogni giorno.
Un modo nuovo di leggere, dove la fine del libro è accompagnata da un mio commento, un mio pensiero su ciò che quel libro mi ha lasciato.
Da quel momento li ho segnati tutti i libri che ho letto, ormai 600 in 15 anni, libri che hanno contribuito alla mia crescita sociale, civile, culturale, spirituale.
E’ sempre in quel che maggio sento il bisogno anche di un sostegno psicologico e torno dalla mia dottoressa di un tempo, perché quando mi sento in difficoltà e ho paura di non farcela da solo, cerco aiuto.
Il bivio cerco di capirlo, anche di evitarlo, ma a un certo punto si deve accettare l’evidenza e andare…
Tutto ciò porterà tante altre novità nella mia vita: una nuova casa, Barbara la mia nuova compagna di vita, qualche anno dopo diventare referente di Libera in Valdarno ed assumere un ruolo sociale di rilievo nella mia terra, poi la gioia di essere nonno di Isabella e Gregorio, qualche anno fa diventare tutore di minori stranieri non accompagnati, riscoprire una curiosità che avevo perso, sentirsi in cammino anche se si sta dentro un giardino, insieme alle piante, ai fiori, che oggi sono anch’essi compagni di vita…
E poi coltivare ancor di più la mia passione, quella di scrivere, aprire un mio blog, fino a scrivere due libri con l’idea di provare a scriverne altri…
Maggio è anche il mese in cui Flora, mia mamma, tre anni fa di notte cade battendo la testa e iniziando quel breve, ma inarrestabile declino, che nel giro di pochi mesi la porterà alla morte.
Sono tante le cose accadute di maggio che mi hanno portato a delle svolte, e mi piace terminare questi pensieri che vagano nella mia mente con alcune parole della bellissima canzone di Fiorella Mannoia dal titolo “Le notti di maggio”:
“Se questa è una canzone con cui davvero si può parlare,
In questa sera ferita da non lasciarsi andare
In questa notte da soli che non ci si può vedere
E non ci si può contare, ma solo ricordare”
Ricordare è importante, serve per dare la spinta per continuare il cammino, per dare senso al presente che siamo chiamati a vivere, per perdonarsi per il male fatto e perdonare per quello ricevuto, cercare di non commettere più gli errori di ieri, per cercare di essere una persona migliore, in questo ultimo, spero ancora lungo, tratto di strada che sono chiamato a fare…
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