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OrientOccidente, la musica che unisce

La musica, nelle sue diverse espressioni, ha sempre riunito popoli e persone diverse.

È stato ed è strumento di integrazione.

Al tempo stesso nel suo suscitare emozioni e sentimenti, la musica è un grande strumento di riflessione, di apertura al mondo, all’altro.

La musica (ma possiamo dire l’arte in generale), unisce generazioni diverse, perché ci spinge, attraverso l’ascolto di melodie a volte poco conosciute, ad allargare i nostri orizzonti.

Soprattutto quando ci rendiamo conto della bellezza, forza, emozione, che suoni e melodie hanno in sé, anche se provengono da terre a noi “straniere”.

Verità che sono ben racchiuse nel titolo del festival che da quasi 20 anni (19 per la precisione) anima le estati delle nostre piazze valdarnesi;  “OrientOccidente”  curato da Materiali Sonori.

Qualche giorno fa, come coordinamento del Valdarno di Libera in collaborazione con OrientOccidente, abbiamo organizzato un concerto a Terranuova Bracciolini dal titolo “+diritti=-mafie”.

Sul palco si sono esibite Sarah Lee Guthrie, nipote del fondatore del folk americano Woody Guthrie e figlia del famoso cantautore Arlo Guthrie e la violinista Scarlet Rivera che ha lavorato a lungo con Bob Dylan in produzioni musicali e cinematografiche.

Chi ha avuto la fortuna di assistere al concerto di Terranuova Bracciolini, ha potuto vivere una serata di pura magia ripercorrendo, attraverso la musica, la nascita, lo sviluppo, l’evoluzione del folk americano, dai mitici Woody Guthrie,  Bob Dylan,  Arlo Guthrie,  Leonardo Coen, fino alle ballate e alla stupenda voce di Sarah Lee Guthrie. 

Il folk è quel genere di musica dove si pensava che una voce, una chitarra e un’armonica, potessero darci la forza di cambiare il mondo.

Brani come “Blowin’in the wind”, “Forever young” e “Suzanne” sono solo i pezzi più famosi cantati e suonati quella sera dalle due stupende artiste.  

Brani che hanno fatto sognare tanti di noi, e ci hanno aiutato a costruire un mondo interiore ricco di ideali e valori ancora oggi presenti e vivi nella nostra anima. 

Un concerto, tra l’altro gratuito,  che ci ha fatto emozionare e sentire felici.

Il folk, una delle prime espressioni di musica popolare e di protesta, ben si lega con chi (come noi di Libera) ritiene che solo attraverso il riconoscimento della dignità e dei diritti di ogni persona, si possa anche agire per contrastare le mafie e il loro mondo di intimidazione di prevaricazione, che in tante parti del nostro paese assume la forma di gestione del potere.

Ma il bellissimo concerto di Terranuova Bracciolini è stato solo uno degli eventi che OrientOccidente riesce a proporre anche quest’anno, permettendo al pubblico valdarnese, un contatto con la grande musica e serate di vera magia artistica.

È stato così  in questo concerto e in quello di Ginevra Di Marco, sarà così per le altre iniziative che vedranno arrivare in Valdarno Roberto Vecchioni, Antonella Ruggero, Modena City Ramblers, l’orchestra O.M.A. (Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink (musicista, compositore e presidente della Comunità Ebraica di Firenze), solo per fare alcuni dei nomi degli artisti più conosciuti.

In questi anni, ormai, grazie ad OrientOccidente, sono arrivati in Valdarno tantissimi artisti da ogni parte del mondo, di tante e diverse espressioni musicali, di culture diverse, che ci hanno avvicinato, attraverso la bellezza della musica, a tradizioni meno conosciute.

Solo riferendomi agli ultimi due anni, si sono esibiti qui da noi l’artista fiorentina Letizia Fuochi, il pianista belga Wim Mertens, il Grupo Compay Segundo de Buenavista Social Club da Cuba, la Bandabardò & Cisco (rinata dopo la prematura scomparsa di Erriquez), e la mitica Nada, che riesce ancora ad entusiasmare per la bellezza dei suoi brani e la particolarità della sua voce.

Nella mia (trascorsa)attività professionale di responsabile della comunicazione nel comune di Montevarchi, ho collaborato per molti anni con Materiali Sonori e il festival “OrientOccidente”. 

Purtroppo nella mia attività di responsabile dell’Ufficio Cultura non ho potuto organizzare eventi di “OrientOccidente” perché l’Amministrazione Comunale dal 2017 ha deciso di uscire dal Festival.

Ricordo i tanti bellissimi concerti che hanno animato piazza Varchi, da Patty Smith e La Casa del Vento (2012, ancora oggi credo uno degli eventi musicali più importanti degli ultimi decenni del Valdarno), a Christian Dè Andrè (2015), a Eugenio Bennato (2007), alla stessa Nada e Massimo Zamboni ( 2010), all’Orchestra di Piazza di Vittorio (2005),  a Erriquez & Finaz con OMA Orchestra Multietnica di Arezzo con Enrico Fink (2013).

La lista sarebbe più lunga, ma ricordo che quelle serate, così ricche di culture e tradizioni diverse, hanno sempre visto piazza Varchi gremita di persone, con un intreccio di generazioni che si incontravano a vivere le emozioni che solo la buona musica sa dare.

Quasi tutti concerti a ingresso libero (e quei pochi a pagamento a prezzi veramente popolari), di grande qualità e di tradizioni culturali diverse che hanno avvicinato la musica dell’Oriente con quella dell’Occidente, dando la possibilità a tanti di noi di allargare I propri orizzonti.

Così è stato e continua ad essere “OrientOccidente” in Valdarno.

Un’occasione di crescita culturale.

“OrientOccidente” non è l’unica rassegna importante di musica del Valdarno.

Mi preme ricordare “Valdarno Jazz” che da tanti anni permette al nostro territorio di poter ospitare grandissimi artisti di livello internazionale di musica jazz, e il “Valdarno Piano Festival” dell’Accademia Musicale Valdarnesi che riesce a fare esibire nelle nostre comunità tanti giovani talenti di musica classica.

Tornando a “OrientOccidente” questo festival da tanti anni ci accompagna nelle caldi notti estive, notti fatte apposta per incontrarsi in una piazza ad ascoltare bella e buona musica.

Non è un caso che tanti comuni nel Valdarno Aretino e Fiorentino e anche oltre partecipino con entusiasmo al festival, consapevoli che solo con queste collaborazioni si possa riuscire a portare anche in comuni non grandi, spettacoli di ottima qualità.

Allora ogni tanto, dopo che abbiamo la fortuna di essere stati coinvolti nelle emozioni di un concerto come è stato quello di Terranuova Bracciolini o degli altri che seguiranno, fermiamoci un attimo a riflettere.

Pensiamo che dietro a quello a cui abbiamo assistito c’è il lavoro di certamente di ottimi professionisti del settore, ma anche di persone animate dalla grande sensibilità di voler condividere con le proprie comunità le cose belle che hanno conosciuto.

È anche in questo modo che si aiuta una comunità a crescere, perchè quando una canzone ci suscita dentro gioia e bellezza e ci scalda il cuore, non c’è cosa più bella che provare a farla vivere, quella stessa gioia, anche ad altri.

La cultura non produce frutti se sta solo dentro di noi, diventa un seme di speranza se viene condivisa e ha la possibilità di ramificare nel cuore di tanti.

È quello che stanno facendo tutti coloro che operano in Materiali Sonori, che per mesi e mesi curano l’organizzazione di concerti e spettacoli, accolgono gli artisti, montano e smontano luci e service con l’intento di rendere quelle notti indimenticabili…

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