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Pensare a un impegno sociale verso i bambini e gli adolescenti stranieri

“Tu scendi dalle stelle o re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo….”

È la canzone che in tutte le chiese si canta la notte di Natale, la notte dove i cristiani ricordano la nascita del Salvatore, il Figlio di Dio.

Natale ci parla di un bambino nato durante un viaggio verso Betlemme, in una grotta al freddo e al gelo perché per sua madre non fu possibile trovare un alloggio.

Fu deposto in una mangiatoia e da lì iniziò il suo contatto con il mondo.

Non solo, ma poco tempo dopo la sua nascita i suoi genitori furono costretti a rifugiarsi in Egitto perché il Re Erode voleva farlo uccidere.

Un inizio di vita travagliato quello di Gesù tra povertà, mancanza di ogni forma di tutela, con il rischio di morire non solo per il freddo, ma anche per la cattiveria umana.

Povero, senza una casa e costretto alla fuga, Gesù ha vissuto sulla sua pelle quello che vivono oggi migliaia di bambini e adolescenti che si staccano dalle loro famiglie e dalle loro radici per cercare di costruirsi un futuro uscendo da luoghi dove un futuro non esiste.

La differenza è che Gesù fuggì con i suoi genitori, questi giovani vengono da soli nel nostro o in altri paesi europei dopo viaggi lunghi anche anni.

Sono i minori stranieri non accompagnati e stanno aumentando ogni anno. 

Al mese di novembre dall’inizio dell’anno sono arrivati in Italia 11.642 minori stranieri non accompagnati.

Un numero che supera le statistiche degli anni precedenti; nel 2021 sono stati in totale 10.053.

Il minore straniero non accompagnato secondo le nostre leggi, ha diritto alle stesse tutele previste per i minori italiani: ha diritto a una casa, alla tutela della salute, all’istruzione e alla formazione fino al compimento della maggiore età.

Questi minori nella maggior parte dei casi finiscono in strutture create appositamente per loro, ma le risorse per la loro tutela sono poche e le strutture si trovano sempre più in difficoltà.

I minori stranieri corrono tanti rischi: di non essere seguiti con continuità, di non vedere applicati i loro diritti, di perdersi in lunghe pratiche burocratiche, di essere un peso economico per la nostra società, di sparire nel nulla perdendone il contatto, di essere sfruttati nel lavoro nero, o di finire nelle maglie della criminalità organizzata e una volta maggiorenni di finire nelle nostre prigioni.

Ma qualcosa oggi possiamo fare anche noi cittadini, senza impegni economici gravosi, dedicando un po’ del nostro tempo e delle nostre attenzioni verso questi ragazzi.

Dal 2017 la legge Zampa ha creato la figura del tutore volontario destinato ad assistere i minori stranieri non accompagnati durante il loro soggiorno qui da noi, per seguirne l’inserimento, la formazione, la crescita, la possibilità di costruirsi un futuro nel nostro paese.

Ad oggi i tutori volontari sono poco più di 3.500 in tutta Italia, ma i Tribunali dei Minorenni si stanno adoperando in questi anni per dar vita a corsi di formazione specifica,  con l’intento di nominare, su base volontaria, nuovi tutori che possano seguire da vicino, con un contatto diretto questi ragazzi.

“Tu scendi dalle stelle” che noi abbiamo cantato nella notte di Natale può essere anche solo una canzone di testimonianza della nostra fede.

Ma per chi si spinge ad avvicinare la storia di Gesù bambino alle tante storie di bambini e adolescenti che fuggono dalle guerre e dalle miserie, può diventare lo spunto per un impegno nuovo.

Il tutore volontario può essere questo nuovo impegno.

Gesù nella sua fuga in Egitto aveva con se i propri genitori. 

Moltissimi di questi “piccoli Cristi” sono soli….

In qualche modo quel “genitore” per il tempo che lui resterà nel nostro paese, potremmo diventare noi….

Sarà meno solo e più tutelato nei suoi diritti…

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