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Più viaggi in treno e meno in aereo per tutelare l’ambiente. La Francia apripista di questa nuova prospettiva

Giunge dalla Francia in questi giorni la notizia che sarà possibile sospendere le tratte aeree a corto raggio nei casi in cui esista anche un collegamento ferroviario dalla durata inferiore alle due ore e mezza.

Infatti l’Unione Europea, dopo la richiesta francese, ha pubblicato nella gazzetta Europea quelle che sono condizioni indispensabili per procedere con le cancellazioni dei voli. 

 Tre sono le condizioni essenziali che si dovranno rispettare: deve essere attivo un treno ad alta velocità tra le due destinazioni con un tempo di percorrenza inferiore alle 2 ore e mezzo; il collegamento ferroviario deve essere garantito più volte al giorno senza cambio di treno, con viaggi di andata e ritorno con una frequenza e orari adeguati per i passeggeri; tra la partenza e il ritorno in treno, il viaggiatore deve aver garantito di poter restare almeno otto ore nella città di arrivo.

 Al momento queste condizioni permetteranno di sostituire agli aerei i treni nelle tratte tra Parigi Orly-Bordeaux, Parigi Orly-Nantes e Parigi Orly-Lione con un risparmio, calcolato dalle autorità francesi di 55mila tonnellate di emissioni di Co2.

 Si tratta certamente di un inizio in salita, e il via libera ottenuto dalle autorità francesi da parte della Commissione Ue è stato tutt’altro che semplice.

 Ma rappresenta comunque un precedente a livello europeo, una decisione storica che potrebbe avere delle ricadute anche in Italia.

 La prima a muoversi in questo senso era stata nel 2020 la Sindaca di Barcellona Ada Colau che aveva proposto di sostituire i voli aerei da e per Madrid con il treno.

 Una voce inascoltata nel suo paese, ma oggi, grazie alla decisione della Francia, si aprono spiragli nuovi nella lotta all’inquinamento ambientale che potrebbe far propri anche il governo italiano.

 Gli aerei sono in assoluto il sistema di trasporto che più genera inquinamento.

 Gli aerei sono alimentati da cherosene avio, molto simile al gasolio, ma i motori non possono disporre degli stessi filtri che sulle auto ne riducono le emissioni.

 Inoltre, aumenta anche l’inquinamento a terra, poiché gli aerei inquinano soprattutto in fase di decollo rilasciando a basse quote ossido di carbonio.  

 Un aereo modello 737 brucia 2 tonnellate circa di cherosene su una tratta tipo Milano – Roma.

 Secondo Ecopassenger, un sistema di calcolo sviluppato dall’Union Internationale des Chemins de Fer (UIC), un viaggio in aereo da Roma a Milano emette 113,2 kg di Co2 per passeggero, un viaggio in auto 85,4 kg e un viaggio in treno 25,3 kg di CO2 per passeggero.

 Un aereo impiega circa 1 ora e 30 minuti per raggiungere Roma da Milano a cui va aggiunto il tempo necessario per raggiungere gli aeroporti, per salire a bordo.

 Quindi si può calcolare circa 3 ore di tempo almeno per raggiungere i due centri delle due città.

 Un treno  ad alta velocità raggiunge le due città in circa 4 ore (anche meno se le fermate sono poche).

 In un momento storico in cui il rispetto dell’ambiente è una priorità indiscussa, muoversi su rotaia può essere la scelta vincente: permette di ridurre al minimo il consumo di energia e l’emissione di inquinanti.

 Neanche l’aspetto economico può essere la discriminante, se si vedono i prezzi si vedrà che la differenza è minima

 Dunque in un momento di grandi cambiamenti ambientali, sociali ed economici ha veramente senso investire sul potenziamento dei collegamenti ferroviari, eliminando i voli aerei nelle tratte brevi magari agendo anche nel riconvertire il personale eventualmente in esubero nelle compagnie aeree verso le compagnie ferroviarie.

 La Francia ha scelto di passare dalle parole ai fatti, con scelte forse anche impopolari (il mondo imprenditoriale vorrebbe che fossero garantiti sempre tutte le possibilità di trasporto), ma che hanno un grande impatto anche nell’opinione pubblica.

 Scelte che fanno crescere nel tempo una cultura diversa anche degli spostamenti, dove un volo in aereo ha senso solo per tratte lunghe, per attraversare i mari e gli oceani, e non per le distanze brevi.

Farebbe venir meno anche il desiderio di investire in nuovi aeroporti e nuove piste di atterraggio, favorendo invece il potenziamento di reti e stazioni ferroviarie.

Un esempio per tutti quello che sta accadendo nella nostra Firenze dove le amministrazioni regionali e locali intendono costruire una nuova pista all’aeroporto di Peretola.

 Uno scalo senza spazio, con gli aerei che passano a centinaia al giorno sopra quartieri residenziali (come le Piagge), quando a poche decine di km esiste l’aeroporto internazionale di Pisa, facilmente raggiungibile in treno da Firenze in meno di un’ora.

 Sono queste le scelte da contrastare e da impedire, che non hanno senso e soprattutto non hanno futuro, e nello stesso tempo peggiorano la qualità della vita di decine di migliaia di persone e contribuiscono a danneggiare l’ambiente.

 La scelta della Francia si muove in un’altra direzione.

La speranza è che anche l’Italia sappia imboccare questa nuova strada che ci porti a viaggiare più con i piedi per terra e meno con i voli in cielo, a volte inutili e fortemente dannosi.

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