Siate eretici: l'eretico ha poche certezze e tante domande, l'unico modo per essere sempre in cammino

Viaggio tra la Bosnia e la Croazia. Pensieri lungo la via del ritorno…

A Srebrenica furono uccise più di 8.000 persone in una settimana…

Sarajevo ha avuto oltre 10.000 morti ed è stata assediata per 1427 giorni…

A Mostar la zona musulmana è stata in buona parte distrutta…

Dubrovnick è stata bombardata e rasa al suolo con tante vittime…

In ogni città distrutte biblioteche, moschee, ponti…tutto ciò che richiama alla conoscenza, alla fede, al congiungere e unire mondi diversi…

Questo viaggio attraverso luoghi bellissimi della natura e splendide città, è stato un pellegrinaggio anche in cimiteri, edifici ancora distrutti, colpi di mortaio impressi nelle case e lungo le strade, uccisioni di persone inermi…

Un viaggio tra bellezza e disumanità dove allo stupore degli occhi per quanto ammirato si unisce il silenzio per quanto inutile dolore è stato causato dalla stupidità umana…

Dopo Gerusalemme e Istanbul, Sarajevo era l’altra città che amavo visitare…

Le tre città dove ogni strada, ogni palazzo, ogni luogo di culto ci parla del divino nelle sue diversità, ed è vissuto nei suoi diversi modi di manifestarsi…

Le tre città che hanno unito fedi e culture diverse, ma dove al tempo stesso ognuna ha cercato e cerca di prevalere sull’altra…

Mi viene da pensare che Jhvh (come lo chiamano gli ebrei), o Dio (come lo chiamiamo noi cristiani) o Allah (come lo chiamano i musulmani) è sgomento dalla nostra inutile divisione e le nostre inutili lotte, perché solo la parziale verità di ciascuno, unità alle altre parziali verità delle tante altre fedi vissute nel mondo, può avvicinare un po’ di più al divino…

E mi viene anche di pensare che alla fine le nostre non sono guerre per fare prevalere un Dio su questa terra…

Vengono nascoste dietro alla fede dai potenti, e sono dettate dall’interesse e il potere di pochi, a scapito della povera gente…

Così mi viene da proporre nelle foto che seguono, dei 4 luoghi visitati che mi hanno toccato l’anima, 3 foto ciascuno di Srebrenica, Sarajevo, Mostar e Dubrovnick.

Foto di bellezza e di orrore, di amore e di morte perché questo è ciò che mi porto dietro di questo viaggio…

Ma con una foto conclusiva scattata a Sarajevo nel punto di congiunzione tra la parte ottomana e austro – ungarica, chiamata l’incontro di culture.

A Sarajevo convivevano cattolici, ortodossi, musulmani, ebrei e nessuna parte cercava di prevalere sull’altra…

Ogni parte si aggiungeva alle altre, anche quella socialista di Tito che non ha eliminato niente, si è aggiunta alle altre…

Questa parte della mia vita la vorrei vivere così: aggiungendo nuove verità, non sostituendole, per arrivare alla fine del mio viaggio, più ricco e pronto all’incontro con chi ho tanto cercato…

Verso Srebrenica, si incrocia il fiume Drina
Memoriale Srebrenica, le scarpe dei musulmani fuggiti dalla città per raggiungere Tuzla attraverso quella che è stata chiamata la marcia della morte
Il cimitero a Srebrenica delle vittime musulmane trucidate dall’esercito serbo dall’11 al 18 luglio 1995
sarajevo, l’Accademia delle belle Arti illuminata dal sole al tramonto
Sarajevo, il cimitero musulmano sopra la città vecchia, chiamato Alifakovac. È il più antico di Sarajevo e da qui sparavano i cecchini serbi verso gli abitanti della zona ottomana
Sarajevo, il ponte ribattezzato Sualda e Olga le prime due vittime dell’assedio della città, che avevano preso parte il 5 aprile 1992 ad una grande marcia della pace.
Mostar, il ponte vecchio ricostruito dopo la sua distruzione avvenuta da parte dell’esercito Croato
Mostar, uno degli edifici più grandi distrutto durante la guerra nella parte musulmana della città. Ospitava una delle banche più grandi di Mostar
Mostar, la targa che ricorda l’uccisione di tre giornalisti italiani, uccisi da una bomba mentre stavano facendo un’inchiesta sui bambini in tempo di guerra
Dubrovnick, il tramonto sulla città
Dubrovnick, all’esterno del memoriale che ricorda le vittime della città, una targa riporta: guerra, questa pestilenza della natura umana.
Dubrovnick, nella città vecchia una targa ricorda il sacrificio di un fotografo giornalista croato morto durante la guerra di indipendenza della Croazia
Sarajevo, il punto di congiuntura tra la zona ottomana e la zona austro – ungarica

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