Con L’assemblea dell’8 ottobre si è conclusa la mia esperienza di referente del coordinamento, ma non si conclude la mia esperienza in Libera e all’interno di questo gruppo che per più di 10 anni mi ha visto ricoprire questo ruolo. Credo sia stata l’esperienza di impegno sociale più importante della mia vita.

Quello che stiamo vivendo è un momento importante per il nostro coordinamento (che si appresta a raggiungere i 20 anni di vita nel 2027) perché si chiude un ciclo e se ne apre un altro, nel segno della continuità dei nostri valori, ma anche con la novità che ciascuno di noi riesce a portare con la propria personalità, passione e competenza.

A Mauro Valeri, nuovo referente del Coordinamento del Valdarno va il mio più grande “in bocca al lupo” per la sua nuova attività. Non mancherà il mio sostegno e il mio aiuto per la responsabilità che si è assunto.

Quello di questi anni è stato un bel cammino e sono certo che continuerà ad esserlo.

Prima di tutto permettetemi di ringraziare coloro che con me fino ad oggi si sono impegnati nel nostro coordinamento nelle varie attività, nelle iniziative, nei percorsi e nei progetti che insieme abbiamo portato avanti: Sergio Serges, Letizia Dei, Francesco Verniani, Mauro Valeri, Paolo Marziali, Nicola Mugnai Nicola Caruso, Loris Auzzi, Romeo Romei, Cesare Gabrielli, Sara Bracchini, Elisa Lodi, e con loro i ragazzi del Presidio Giovanni Spampinato, Ilaria Mori, Veronica Loew Cadonna, Angelo Camardo, Giulia Lazzerini, Sabrina Silvestro, Carlo Bernacchioni, Silvia Ottaviano, Lisa Bigazzi, Sarah Turtulici

M anche coloro che sono stati con noi nei passati coordinamenti penso a Pasquale Sani che per tanti anni ha seguito il gioco d’azzardo, a Franco Ciocca, a Marzia Franci, e mi scuso per gli altri nomi che ora mi sfuggono.

Così come vorrei ringraziare Libera Toscana per la vicinanza sempre dimostrata in questi anni e tutti i coordinamenti e e i presidi della Toscana per la collaborazione e la condivisione di idee e valori. Insieme siamo veramente una bella forza…

Ma c’è un nome che più di tutti vorrei ricordare oggi ed è quello di Fulvio Turtulici che per anni è stato non solo il nostro punto di riferimento per quanto stava accadendo nel nostro territorio sul tema delle infiltrazioni mafiose e sul tema della corruzione, ma è stato colui che più di tutti ha saputo coniugare alcune delle azioni principali sulle quali Libera si muove: la conoscenza attraverso una ricerca meticolosa e attenta che si tramuta in un’informazione che spinge all’azione e all’impegno, e un’etica personale e un rigore che ti porta ad essere credibile di fronte alla comunità dove vivi ed agisci.

Senza Fulvio non avremmo raggiunto una conoscenza così approfondita di ciò che accade in Valdarno.

Le 10 pagine con cui nel suo ultimo numero di “Trame criminali” nel 2021 spiega il legame stretto che esisteva tra l’indagine keu e l’indagine Geppo/Calatruria che oggi sono diventati processi, e le persone coinvolte che vivono e operano nel nostro Valdarno, ancora oggi sono una fonte di chiarezza sul tema delle infiltrazioni mafiose non solo qui da noi, ma in Toscana.

Infine vorrei ringraziare tutte le amministrazioni comunali del nostro Valdarno Aretino e Fiorentino che sempre mi hanno fatto sentire il loro sostegno e la loro vicinanza nelle tante e diverse esperienze che in questi anni insieme abbiamo vissuto.

Se in questo territorio oggi si ha una maggiore consapevolezza sulla presenza nella nostra economia di un pensiero mafioso e di persone legate alle organizzazioni criminali, lo dobbiamo anche a questo cammino fatto insieme.

Su tutto, il bellissimo progetto del sostegno alla partecipazione di ragazzi e ragazze del Valdarno ai campi di E!state Liberi nei beni confiscati alle mafie e successivamente con la firma del patto di amicizia da parte di 9 comuni del nostro territorio con i comuni calabresi di Polistena e Cinquefrondi dopo aver svolto un campo dei nostri amministratori nella Piana di Gioia Tauro.

Un momento alto di condivisione tra terre diverse, basato sulla nostra Costituzione, che ha portato alla realizzazione del primo campo di E!state Liberi anche in Valdarno ospitando i ragazzi e le ragazze calabresi.

Voglio ricordare le città che hanno accolto l’invito nostro e di Legambiente a vivere questa esperienza: Bucine, Castelfranco-Piandiscò, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Figline Incisa Valdarno, Reggello, Rignano sull’Arno, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini. Ad oggi sono quasi 200 i giovani che hanno potuto vivere questa bellissima esperienza di formazione.

Il mio grazie va a tutta la rete di associazioni con cui in questi anni abbiamo lavorato insieme e a quei comitati come la Via Maestra e il Coordinamento Valdarno della Pace che hanno voluto che Libera fosse al loro fianco.

E non posso non ringraziare le scuole, gli istituti, i loro dirigenti in tutto il Valdarno Aretino e Fiorentino per i tanti momenti trascorsi insieme a parlare ai nostri ragazzi di legalità giustizia sociale e difesa della nostra Costituzione. progetti, laboratori, gite, restituzioni, un percorso che si snoda in tanti anni di lavoro insieme

Libera per me non è una casa o una famiglia, ma è stata ed è una strada, meglio ancora una piazza, uno spazio di incontro dove ci si conosce, si impara a rispettarsi, si sta insieme adulti e giovani, e ci si confronta sui valori essenziali della nostra convivenza civile.

Nella strada si incrociano tante bellissime persone: Libera per me è stato ed è anche questo. Lo spazio che mi ha permesso di incontrare e conoscere tante diverse persone che hanno fatto dell’impegno nelle nostre comunità una scelta di vita.

Uomini e donne che mi hanno arricchito, formato, messo in crisi, interrogato, messo in discussione. Familiari delle vittime innocenti, magistrati, forze dell’ordine, insegnanti, militanti, volontari; Libera mi ha permesso di crescere attraverso i rapporti che in questi anni si sono costruiti.

Grazie a Libera ho scoperto in modo nuovo l’amore per questa terra, la mia terra; sia attraverso le storie come quella di Peppino Impastato e di tanti altri che hanno dato la vita per i loro ideali, sia attraverso persone come il nostro Fulvio, sia grazie alle tante persone incrociate in questi anni con cui sono nati rapporti, legami, affetti.

Sono tutti e tutte dentro di me e le ringrazio di vero cuore.

Se è vero che noi siamo le relazioni che creiamo, io credo di essere un uomo molto ricco grazie a tutti voi…

Libera è così diventato uno stile di vita, perché prima di tutto mette in crisi il tuo modo di vivere, attraverso la partecipazione.

Se c’è una cosa che Libera mette in dubbio è fino a che punto tu con le tue parole e le tue azioni sei credibile per gli altri.

Insieme all’amore per la nostra terra, ho riscoperto i valori riconosciuti dalla nostra Costituzione.

Agire in Libera è fare azione politica, nel senso più nobile di questo termine, impegnandosi per il rispetto dei diritti e il riconoscimento della dignità di ogni persona.

Oggi appare chiaro che la lotta alle mafie si muove non tanto nella ricerca della legalità, intesa come rispetto delle leggi, ma nella ricerca della giustizia sociale.

In questo paese ci sono anche leggi ingiuste, che impediscono il riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona che vive in questa nazione e che, come ci ricorda don Milani, devono essere superate e cambiate, attraverso le regole della nostra democrazia, avendo come meta da raggiungere la giustizia sociale.

La ricerca di una maggiore giustizia sociale è oggi la strada che si cerca di seguire in Libera per contrastare il cammino delle mafie.

Mi verrebbe da dire “la via Maestra” nata in quella bellissima manifestazione a Roma dell’ottobre del 2023 con il coinvolgimento di tantissime associazioni e movimenti e che ancora vive, con lo scopo di difendere i diritti dei più deboli.

Libera è arrivata in un momento particolare della mia vita, di tanti importanti cambiamenti e come quasi sempre accade, non a caso.

Mi ha permesso di crescere come persona, mi ha spinto a studiare, a cercare di capire, prima di tutto personalmente, poi di acquisire anche una sfera e una dimensione pubblica.

Come spesso ricorda don Luigi Ciotti “non basta commuoversi, occorre muoversi”.

Io credo di essermi mosso da dove ero prima e devo dire grazie a Libera per avermi fatto percorrere la sua strada.

Una strada che non smetterò di seguire insieme agli altri compagni di cammino nel coordinamento e in Libera Toscana.

Insieme cercheremo di agire perché la nostra Costituzione, una visione nuova di paese e di territorio si possa costruire, accanto alle altre associazioni della nostra rete e accanto ai giovani a cui noi anziani siamo chiamati a dare una mano, in un percorso che mi piace definire “di restituzione delle tante ricchezze che a noi sono state donate”.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma come dice Gaber “c’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica maestra, c’è solo la voglia e il bisogno di uscire di esporsi nella strada e nella piazza. Perché il giudizio universale non passa per le case, le case dove noi ci nascondiamo, bisogna ritornare nella strada nella strada per conoscere chi siamo”

Grazie a tutti coloro che in questi anni mi sono stati vicino, il cammino continua…